venerdì 13 aprile 2007

Marketing Virale: tra il dire e il fare


Riporto da SpotX l'interessante intervista rilasciata da Maurizio Sala sul marketing virale

"Oggi in Italia il marketing virale non è una pratica diffusa: è
una pratica di cui si parla molto. La differenza è sostanziale. Mentre in
altri Paesi su questo terreno dell'esperienza di marca si lavora
molto e con idee spesso pregevoli che vengono attuate con risultati
sorprendenti in termini di gradimento e impatto, qui da noi la cosa
viene menzionata quasi sempre in sede di inizio lavori e poi alla luce dei fatti molto poco viene messo in pratica. Mancano i talenti per farlo? Non è questo il punto. Il fatto è che la gestione di operazioni "non convenzionali", cioè che non rientrano nella filiera classica cui il sistema è abituato, richiede a monte una cultura professionale aperta all'innovazione. Cultura che deve
appartenere sia al committente, sia alla struttura consulente, che per i mercati di massa è ancora in larga parte costituita da agenzie di adv. Le quali, per la maggior parte, ancora sostengono i modelli classici, perchè su questi basano la grossa fetta della loro operatività. Per quanto riguarda la marca, c'è viceversa ancora molta resistenza a interagire col consumatore in una dinamica aperta al feedback diretto da parte di questi, perchè l'idea di non controllare in toto il
fenomeno comunicativo mette ansia, o innesca perplessità. Per fortuna le dinamiche che stanno muovendo i mercati verso questi tipi di comunicazione sono molto più ampie del nostro Paese, sono un fatto storico, una progressione dovuta e inevitabile. In altre parole, volenti o nolenti, si tratterà presto (se non giàora) di farsene una ragione e di cominciare il percorso.
Percorso che riserverà belle sorprese che si chiamano aumento dell'efficacia, riduzione della spesa rispetto ai modelli abituali, coinvolgimento durevole del consumatore che -entrando in relazione con l'azienda attraverso canali nuovi e coinvolgenti- riaccenderà in sè stesso quella "passione" per la comunicazione che oggi si staspegnendo lentamente, assopita da quantità industriali di messaggiche sostanzialmente sono gli stessi ai quali il pubblico è esposto dapiù di vent'anni. Un lasso di tempo che fiaccherebbe qualunque modello comunicativo, anche il più brillante."

Dr_Who

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