venerdì 27 luglio 2007

2007: fuga da Second Life



Alla prima isola: nessuno. Alla seconda: neanche un'anima. Alla terza: idem. Alla quarta Ferf Aabye, il nome che abbiamo dato al nostro avatar per un tour in Second Life, incontra finalmente qualcuno: una ragazza (virtuale) con una scollatura generosa e un paio di jeans a vita bassissima che invita il nostro alter ego in un sexy shop (cercando di invogliarlo anche con uno striptease); ma non appena l'avvenente signorina capisce che siamo in Second Life senza neanche un Linden Dollar (la moneta locale) in tasca, alza i tacchi e lascia Ferf nuovamente da solo.Second Life è così. Ci sono molti luoghi (la maggior parte) dove incontrare un altro avatar è assai difficile. E ce ne sono altri (diversi a sfondo erotico) a più alta densità. ..(omissis)...«Chi frequenta Second Life ha voglia di divertirsi», spiega Michele Ficara Manganelli, presidente di Assodigitale: «Al momento è impensabile usare il metamondo come uno strumento di commercio elettronico o infocommerce: la navigazione è ancora troppo lenta a causa (per esempio in Italia) delle connessioni a internet, ma anche di una limitata potenza dei server della Linden Lab». L'indagine dell'associazione italiana porta anche una esperienza diretta: «Su 17 brand visitati abbiamo incontrato nove avatar aziendali (cioè incaricati di accogliere i visitatori) e solo cinque visitatori. Cioè ben otto sedi aziendali erano completamente vuote e in due ore meno di 0,3 visitatori per azienda hanno intrattenuto relazioni con un brand»....(omissis)...In che modo quindi si devono avvicinare le aziende a Second Life? Ammesso che lo debbano fare, il metamondo «è un ottimo strumento di marketing con cui è possibile osservare trend giovanili, per esempio nell'abbigliamento», risponde Ficara Manganelli. Perciò diverse imprese, dopo una prima (ed errata) valutazione del fenomeno Second Life, stanno abbandonando il mondo virtuale. È il caso di Starwood Hotels & Resorts Worldwide che ha chiuso il suo brand virtuale Aloft, donando il terreno alla no profit TakingITGlobal. Ma molte altre sono le aziende che non riescono a trovare il giusto modo per dialogare con la comunità di Second Life. ...(omissis) ...L'interesse economico per Second Life sta quindi diminuendo. Dopo mesi di forte crescita, infatti, da marzo il valore delle transazioni su Second Life è costantemente calato, passando dai 7,2 milioni di dollari di quattro mesi fa agli attuali 6,7 milioni. Con le dovute differenze, sembra di essere tornati ai primi tempi di internet quando la maggior parte delle aziende utilizzava la Rete solo come vetrina e non come uno strumento in grado di rivoluzionare il suo business. (Federico Ferrazza via).
Che dire? Se ne sono accorti.
Dr_Who

3 commenti:

Mr.Rufus CroMagnon ha detto...

Giusto. Tutti a piazzare vetrine per vendere. Second Life ha un enorme potenziale sotto il profilo culturale, pero'. Ad esempio la SIM Istituto Italiano di Cultura e' fatta molto bene. Spero che Second Life serva un po' meno a vendere ed un po' di piu' a comunicare. Allora si che spiccherebbe il volo.

Dr_Who ha detto...

d'accodo: Ottima locatione per convegni. In un sol colpo si hanno partecipanti da ogni parte del mondo.
Dr_Who

Federico Lucchini ha detto...

Io credo molto poco in Second Life (al momento mi basta la mia first life...), e non credo per niente che Second Life diventi una opportunità di business per le imprese.
Attendo che il tempo passi per valutare meglio il fenomeno tra qualche anno