giovedì 19 luglio 2007

Intervista a: Creative Are Bad


Anna Torcoletti (via), intervista a Barbara Longiardi e Luca Cruccolini

Una battuta sulla creatività italiana e su Creatives are bad!- Clienti e agenzie: due lingue diverse?
B. Longiardi: “Ci piace il confronto e creatives are bad è una buona occasione, per crescere, migliorarci e capire di più.
Credo che l’ Italia dell’advertising (clienti e fornitori) abbia paura di usare la fantasia, la creatività, l’ingegno. Il sentimento che mi sembra attraversi tutti sia “vorrei, ma non posso”: 1) Vorrei fare una campagna creativa, ma l’account non mi dà il tempo per farla. 2) vorrei proporre una campagna creativa, ma non posso perché il mio cliente non la capirebbe e poi non c’è budget. 3) Vorrei che la mia agenzia fosse più creativa, ma deve fare delle campagne che tutti possano capire, con tutte le informazioni tecniche, l’elenco dei punti vendita, si deve vedere bene il prodotto, ricordare l’indirizzo internet, già che ci siamo mettiamo il numero verde, e una bella caption sulla la raccolta punti che stiamo facendo e che non va poi tanto bene…e poi cos’è tutto ‘sto bianco, io pago tutta la pagina quindi bisogna riempirla!”.
L. Cruccolini: “Agenzie e clienti: un binomio impegnativo, che richiede attenzione e cura quotidiane, convinzione e pazienza; che spesso richiama le agenzie all'ordine, imponendo frequenti rinunce a forme di creatività non convenzionali, soprattutto quando l'obiettivo è la vendita di un prodotto di largo consumo. Grande o piccola che sia, riteniamo che le agenzie possano considerare gratificante il rapporto con il cliente quando questo ne riconosce l'autorevolezza, affidandosi all'agenzia con consapevolezza, valutando insieme la migliore strada da percorrere per il raggiungimento del risultato. Per migliorare il dialogo con i clienti è necessario che le agenzie si spendano nella ricerca di soluzioni mirate, attingendo anche alle tendenze internazionali nel campo della comunicazione. La mostra Creatives are bad rappresenta certamente la possibilità di confrontarsi con realtà operanti su territorio nazionale e di mettere a confronto esperienze di comunicazione rifiutata da parte di privati e Istituzioni. Quello che ancora manca in Italia è una radicata cultura del progetto da parte dei non-operatori, e forse, in alcuni casi, anche da parte degli operatori di settore. Questo ha ancora forti ricadute negative, soprattutto su piccoli territori, dove le azioni di comunicazione sono recepite
con più forza dall'utenza di riferimento. Infine, in merito alle carenze lamentate dai clienti – poca creatività, poca velocità e poca innovazione – invitiamo a riflettere sull'altra faccia della medaglia: certo, la creatività non dipende dal budget disponibile ma di certo i fattori velocità e innovazione ne sono spesso fortemente condizionati. Il cliente ricordi: le agenzie non sono strutture che vivono di vita propria”.
Dr_Who

Nessun commento: