lunedì 2 luglio 2007

iPhone e il marketing non convenzionale


Ci sono voluti 5 mesi, 20 giorni e qualche ora. Ma l'iPhone, il supertelefonino multimediale della Apple, è arrivato: ha esordito sul mercato statunitense alle 18:00 di ieri, ora locale, la mezzanotte in Italia, in un clima di attesa frenetica. Saranno contenti i fan statunitensi della mela che aspettavano davanti ai negozi ormai da giorni. E sarà contento anche Steve Jobs, che è riuscito, letteralmente, a mettere in fila l'intera America. (via) Merito di una campagna di ghost-marketing senza precedenti nella storia della telefonia. Ma si può davvero scrivere di tecnologia senza toccarla e viverla? Ebbene la risposta è che no, non si può. La tecnologia - con questo intendendo sia gli oggetti che le forme dei servizi, dalla posta elettronica a una chat, da un blog a una community - la capisci bene e fino in fondo se "la vivi". E l'iPhone, che è uscito il 29 giugno negli Stati Uniti, chi se l'è mai vissuto? Chi l'ha visto? Chi l'ha toccato e usato a fondo? E' il trionfo della comunicazione, non del prodotto, che materialmente non c'è. Il che non significa che il prodotto sia buono o cattivo. Significa che non c'è. La realtà è questo guscio di segni ed emozioni senza un dentro. Il ghost-marketing è la concretizzazione di una legge umana fondamentale: che desideriamo e vogliamo intensamente tutto ciò che non abbiamo, mentre il possesso estingue il desiderio e apre la strada alla conoscenza critica, alla recriminazione, e, alla fine, al rifiuto. Apple non ha fatto l'errore di darci l'Oggetto. Ha lasciato che la nuvola dell'aspettativa si allargasse a dismisura non senza venarla delle cupezze del dubbio - per mesi blogger ispirati hanno alluso: "Ci sono problemi...." Quindi l'oggetto è stato dato a pochi, mirati e per la verità competentissimi giornalisti americani. I quali in queste ore ci hanno detto con serietà cose importanti, due almeno: che l'iPhone segna il punto più alto in cui computer e telefono si incontrano. E perché per fare tutto questo ci sarà bisogno di un utensile antico e sempre valido: la mano, che sceglie, naviga, seleziona e digita. Ma questa operazone UnconventionalM ci ha fatto toccare anche un altro aspetto, più sociale: la "messa a nudo" delle new tribe post-moderne esplicitata attraverso le brand communities. Adesso che l'iPhone è nelle mani degli acquirenti, però, si dicono tutti soddisfatti. "Non l'ho neanche provato, l'ho solo acceso - ammette fred Sagemore, da San Francisco - ma è il gadget più bello che abbia mai visto". Niente ferma i fan. Neanche il prezzo, non proprio accessibile: tra i 499 e i 599 dollari. "Mi sto giocando lo stipendio del prossimo mese - dice Jerry Taylor, 54 anni, appena uscito dallo store di New York - ma ne vale la pena. E' un Apple!". L'ultima frase dice tutto.
Dr_Who

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