lunedì 29 ottobre 2007

Il futuro è buzz



Ringrazio MrsPurple per aver ripreso il mio post sul marketing conversazionale. Alla sua richiesta di esprimere un parere al riguardo, dedico questo post affermando quanto Henry Jenkins fa emergere dal suo ultimo testo "Cultura Convergente". Perché il futuro è buzz? Semplicemente perché è figlio di un “sistema convergente”: ogni storia importante viene raccontata, ogni marchio che ha qualcosa da raccontare viene raccontato, in questo modo si diffondono – per così dire - contenuti. La loro diffusione è figlia della partecipazione attiva dei consumatori. La “cultura partecipativa” contrasta con le consolidate nozioni di marketing in cui esisteva una catena del valore, a favore di una ragnatela del valore in cui i produttori, i consumatori non occupano più ruoli diversi, ma occupano ruoli interagenti secondo dinamiche equivalenti che creano valore in ogni ganglo della rete. La tecnologia aiuta questa convergenza culturale: la disponibilità di informazioni su una vasta gamma di devices crea inevitabilmente rumore (BUZZ) a tal punto che la qualità del rumore influisce sul processo di consumo collettivo. E’la cosiddetta “intelligenza collettiva”. Ecco perchè, secondo me, il futuro è buzz.
Dr_Who

3 commenti:

Matteo ha detto...

Secondo me il futuro è PROT.

Leonardo de Nardis ha detto...

il "prossimo" futuro è BUZZ per me, almeno fino a quando l'ingegno non troverà altre nuove forme :-)

Mediameter ha detto...

Secondo me il futuro è buzz perchè è una caratteristica innata degli uomini discutere e raccontare. In un mondo in cui le persone sono circondate da marche e hanno a disposizione il web, le possibilità che si crei buzz di valore per le aziende si moltiplicano esponenzialmente. Perciò le aziende dovrebbero cominciare ad adattarsi a questo stato di cose, iniziando ad ascoltare e comprendere il passaparola che avviene tra i consumatori.