venerdì 19 ottobre 2007

La Rete del Valore o il Valore delle Rete?



Il cliente non è dell’azienda, è solo parcheggiato davanti la sua porta. Non appena trova chi gli offre un servizio in più, gli si concede. Questo è quanto “vado predicando” da molto tempo. Oggi, in una realtà veramente interconnessa dove le aziende necessariamente devono non più pensare in termini di “catena del valore, ma di Rete del Valore, quanto affermo ritengo sia ancora più vero. Nella gestione della co-creazione del valore le aziende devono impegnarsi nello sviluppo non di clienti fedeli (che al giorno d’oggi non vuol dire più nulla), ma di ammiratori fanatici. In una recente ricerca “Passionistas: The New Empowered Consumers” emerge appunto questo aspetto: i consumatori appassionati di un determinato argomento/prodotto/servizio, spendono molto più tempo on line per tenersi aggiornati: il tempo speso è 6 volte superiore a quello medio. Questi consumatori, inoltre, sono molto più propensi a diffondere non solo i propri interessi, ma anche le marche associate ad essi. In che modo? E-mail, chat, forum, blog, video-sharing. In altre parole generando buzz. Ed aggiungo gestendo buzz. Ammiratori fanatici, quindi, opinion leader accreditati. Una proiezione? Nel 2011 in America, saranno oltre 34 milioni i consumatori che saranno in grado di influenzare il word of mouth.
Dr_Who

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