giovedì 29 novembre 2007

Cova - Giordano - Pallera: marketing non convenzionale



Come dice Alex dei Ninja "dopo 30 anni di preparazione e due mesi di corpo a corpo.." è in libreria "Marketing non convenzionale".
Capire la società è capire il mercato.Cogliere i mutamenti è capire la società.Cogliere i mutamenti è capire il mercato.
Punto.
Chiaro, intuitivo, incontestabile. Eppure…
Eppure, anche riconoscendo che si debba guardare agli individui/consumatori per capire la società e, quindi, i mercati, tra i marketer sono ancora in molti a non essersi accorti che le crisalidi sono diventate farfalle, che qualcosa si è mosso, si muove e continuerà a muoversi incessantemente. Il nuovo libro si impreziosisce con elementi di multimedialità attraverso uno shotcode (una tecnologia che permette in un click di accedere direttamente ad una pagina web fotografando col proprio cellulare un barcode circolare), icona misteriosa che catapulta il lettore dalla carta stampata ai video delle campagne analizzate nel libro, e che in realtà non si conclude ma va avanti nutrendosi di curiosità, impegno e talento. Che aggiungere di più? appuntamento presso le librerie feltrinelli.

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BootB la repubblica della creatività illimitata



Ne ero a conoscenza già da molto tempo. Ed ora posso comunicare la news: oggi il mio amico Pier Ludovico Bancale mi ufficializza la nascita di BootB la Repubblica della Creatività illimitata.
Come funziona?
Non potrebbe essere più semplice...
I proprietari dei brand – i Builder - pubblicano le loro necessità creative su BootB e stanziano un budget. Il brief, tradotto in 12 lingue, raggiunge la quasi totalità degli utenti di internet nella loro lingua madre. I Creator in tutto il mondo, dipendenti delle agenzie, mamme ispirate, ragazzini intelligenti, artisti di strada, aspiranti scrittori - chiunque può mettere i propri sogni nella scatola, e il Builder compra l'idea migliore - per il valore specificato nel brief- con una garanzia di ferro che BootB pagherà.
L'idea migliore vincerà il premio in denaro - idee pure, un pianeta, senza confini, tutti sono benvenuti nella Repubblica della Creatività Illimitata - BootB!”
Che dire? In perfetta sintonia con il fenomeno UCG. Teniamoli sott'occhio!
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mercoledì 28 novembre 2007

Firm tailors on line Buzz


Molte aziende vogliono avere un dialogo con i consumatori su Internet, ma non sono state in grado di fare molto di più di stare a ascoltare ciò che si dice su di essi.
BuzzLogic, a Bay Area start-up, aims to change this through a new kind of ad delivery called "conversational targeting." BuzzLogic, un Bay Area di avvio, mira a modificare questa attraverso un nuovo tipo di annuncio consegna chiamato "conversational targeting". La società annuncia oggi un nuovo servizio che consente agli inserzionisti di individuare influenti conversazioni sui blog e di altri mezzi di siti e sociale consente la pubblicazione di annunci su misura per i partecipanti. BuzzLogic crea una "mappa di conversazione", che indica non solo che si sta parlando di una particolare marca o di un prodotto, ma anche chi esercita la maggiore influenza nel mondo online. (via)
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martedì 27 novembre 2007

ABC: una questione di alfabetizzazione

Non c'è rimasto poi mica tanto. Il tempo stringe. A essere messe in guardia sono soprattutto le aziende. Perché un fenomeno nuovo cambierà per sempre la natura del target. E’ la scolarizzazione di massa, uno tsunami che livella verso l’alto. Come sottolineato da Remo Lucchi, amministratore delegato Eurisko, ai microfoni di youmark, la rivoluzione è appena iniziata. Ma quando i quattordicenni di oggi saranno ‘genitori’, la massa come tradizionalmente intesa non avrà più senso. In parole povere, nessuno pensi che quanto oggi è riservato alle elite dei cosidetti innovatori, lo sarà anche domani. Ci sarà un nuovo consumatore. Che si accompagna a una fruizione media sempre più multitasking, in cui diminuiscono i tempi di esposizione a ogni singolo mezzo, facendo esplodere ovunque il trend della ‘nano share’. (rif. youMark). A conferma di ciò (via), IAB ITALIA si è posto un obiettivo molto ambizioso: il raggiungimento di una quota del 10% degli investimenti pubblicitari sui media digitali entro il 2010. Per arrivare a questo, non è sufficiente dimostrare al mercato che i media digitali sono assolutamente performanti se utilizzati correttamente, ma occorre definire una strategia articolata che preveda almeno quattro azioni:
1)mostrare le nuove strade da percorrere
2) offrire strumenti e modelli operativi efficaci per il cambiamento
3) costruire un network tra professionisti e aziende per condividere la conoscenza al fine di affrontare i problemi comuni legati ai processi di cambiamento
4) aiutare le aziende a rimuovere la paura di cambiare

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E' nata una stella: complimenti a Estrogeni


Con la campagna Abbattiaumenti, Estrogeni ha vinto la prima edizione del Premio Speciale della Giuria Tecnica per l'Innovazione al Grand Prix Promotional Marketing Stella d'Oro. (tks Estrogeni)
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lunedì 26 novembre 2007

Cinque Rose di Negroamaro: storia di un vino


"Cinque Rose di Negroamaro" è il titolo del romanzo - scritto da Antonio Massara - che l'azienda Leone de Castris ha pensato di pubblicare per la promozione del proprio vino. Il "Five Roses", nella fattispecie, il vino di cui racconta il romanzo, è stato il primo rosé ad essere imbottigliato, nella storia delle vinificazione industriale. Il vino si chiama così dal nome della contrada "cinque rose" - chiamata così per via del fatto che, per caso o per tradizione, la maggior parte dei conti Leone de Castris figliava cinque volte. Il nome fu anglizzato da un americano che volle esportarlo per la prima volta nel suo paese, circa sessant'anni fa. Una iniziativa certamente UnconventionalM che sposa bene cultura ed "enos": uno stesso target da "coltivare". Un piccolo omaggio: scarica il romanzo "Cinque rose di Negromaro" in PDF

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WoM Power

Il successo del word-of-mouth (WoM) marketing sta nel Roi. E’ proprio per la bontà dei risultati che i suoi investimenti supereranno il miliardo di dollari nel 2007, puntando a raggiungere i 3,70 attesi per il 2010. Le cifre sono di tutto rispetto. Il ‘passaparola’ si aggiudica il podio dei media alternativi, dimostrandosi più frizzante degli altri segmenti del comparto, dal brand entertainment al direct marketing, alle relazioni pubbliche. Almeno negli Usa, dove per la prima volta la ricerca PQ Media ha voluto valorizzarne la portata. Un approccio strategico non convenzionale, deve tener conto della portata tattica del WoM che spinge il pubblico a dialogare di marche, prodotti, servizi, influendo sulle sorti della stessa impresa, attraverso il potere che il giudizio espresso sa esercitare in chi ne viene coinvolto. Per questo l’obiettivo è sollecitare l’interesse, ma soprattutto agire perché l’individuo diffonda poi la sua opinione al gruppo sociale di riferimento, innescando una sorta di meccanismo virale. Il tema caldo è la dimensione, la qualità, l'influenza e la misurabilità di questo gruppo sociale, che la rete ha reso particolarmente esteso, in una dinamicità spontanea e contagiosa. (via)
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venerdì 23 novembre 2007

Google e il pieno di benzina



Negli USA debuttano 3500 pompe collegate al motore di ricerca. Daranno mappe e faranno marketing.

Dopo i Google-phone anche i google-distributori.
Grazie ad una partnership, i distributori della Gilbarco Veeder-Root metteranno infatti a disposizione dei loro clienti degli schermi touch screen grazie ai quali sarà possibile consultare le Google Maps per avere indicazioni sulla migliore strada da percorrere.I display non permetteranno di effettuare ricerche casuali; l'utente dovrà scorrere infatti la mappa fino al punto d'arrivo, dopo di che gli verrà indicato il miglior percorso stradale disponibile. Con relativa possibilità di stampare le informazioni. Ma non finisce qui. Verranno inseriti anche informazioni sul traffico dell’area, del tempo ed annunci di pubblica utilità. Non solo. La pompa di benzina può stampare anche coupon e buoni sconto, oppure prepagare l’acquisto diprodotti che è possibile ritirare presso un mini-market.
L’aspetto più interessante? Google fornisce il servizio gratuitamente, sia al cliente fionale che alla Gilbarco Veeder-Root. Cosa riguadagna? Incremento della popolarità anche presso persone che potrebbero non avere un rapporto con internet e con i PC. Che dire? UnconventionalM Marketing Approach! (via Il Mondo 23/11/2007)
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Idea e Conversazione

Trasformo in post, ilcommento che ho lasciato a Maurizio Goetz sul suo blog riguardo l'interrogativo "Idea o Conversazione?"
Idea e conversazione. Ritengo che non si possa avere la seconda in mancanza della prima,e non si può proporre la prima senza far scaturire la seconda. L’aspetto importante, però, penso sia l’applicazione di una strategia integrata che interpreti la Rete quale ulteriore touch point con il cliente,ma non il solo. Non essendo il solo va contestualizzato di volta in volta nella realtà in cui viene utilizzata. Certo la Rete può facilitare un primo approccio, ma la relationship va costruita, mantenuta e sviluppata. La Rete aiuta questo processo, soprattutto in termini di mantenimento e sviluppo. L’idea è un elemento aggregatore e facilitatore della Relationship. Idea diversamente espressa, non necessariamente “creativa tout cour”.
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giovedì 22 novembre 2007

Guerrilla marketing Revolution (2)



Alcuni post fa vi ho suggerito l'ultimo testo di Levinson-Hanley.

Ho ricevuto da parte di alcuni lettori info sull'acquisto. Oltre a postare la cover definitiva del testo, vin informo che il testo è in libreria tra il 20 e il 23 novembre. Se non doveste trovarlo, potete acquistarlo on line direttamente sul sito della Castelvecchi.

Ringrazio Enrica Murru ed Alex Pietrogiacomi di Castelvecchi per le info complete e la disponibilità.

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mercoledì 21 novembre 2007

Built to resist

Cosa si nasconde dietro questa azione di guerrilla marketing che ha visto Milano (per ora?) come città protagonista? Lo scopriremo presto...

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Il Cliente Multicanale esiste


Qualche post fa avevo introdotto ad una conferenza sulla multicanalità. Come promesso posto un abstract.
La multicanalità sfida marketing e comunicazione. Disegna un nuovo consumatore, ‘senza età e dimora’, inutili ai fini delle nuove clusterizzazioni. Spinge il communication mix ad adeguarsi, così come richiede al marketing di integrarsi verticalmente con l’It e orizzontalmente con tutta l’organizzazione. Così dette un po’ di timore l’incutono. Si tratta delle conclusioni tratte da Giuliano Noci, ordinario di marketing al Politecnico di Milano, al termine del convegno ‘La multicanalità paga allo scaffale?’, frutto dell’‘Osservatorio Multicanalità 2007′ del Politecnico di Milano, alla luce dei risultati della ricerca condotta ad hoc su panel Nielsen. Timore perché chiaramente emerge la distonia tra quanto succede dentro e fuori le aziende. Dove una certa fascia di pubblico non si ritrova più nei modi e nei linguaggi dei loro prodotti e brand. P er chi volesse leggere i vari documenti può collegarsi su Youmark. Il redazionale termina con questo incipit: "Sintetizzando, più il consumatore è evoluto, più è infedele. Tenendo conto che già oggi più della metà degli italiani sta andando in quella direzione". Ottimo preupposto, aggiungo, per iniziare un approccio WnRM

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martedì 20 novembre 2007

Nasce 'Virus', la unit di unconventional marketing di Leagas Delaney

Nasce 'Virus', la unit di unconventional marketing di Leagas Delaney

Qui il sito....very teaser ......



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The guerrilla marketing revolution



È in libreria Guerrilla marketing, la traduzione del testo di JAY CONRAD LEVINSON – PAUL R.J. HANLEY "Guerrilla marketing revolution". Enrica Murru della Castelvecchi Editore, mi invia gentilmente una copia del tsto, che ho letto con vero piacere e che mi porta a pubblicare con un pò di ritardo questa mia.
Paul Hanley è un vero Guerrigliero del Marketing: incarna i princìpi che reso celebre il Guerrilla Marketing in tutto il mondo e conosce bene i suoi segreti più profondi, le tattiche, le tecniche e la storia. Ma forse la cosa più importante è che Hanley ha contribuito allo sviluppo del Guerrilla Marketing a uno stadio più avanzato. Leggendoli testo i vari metodi esaminati vi faranno dubitare delle vostre convinzioni. Ma questo è un bene: si chiama imparare. Una particolarità: il testo inizia con l’analisi della mente: conscia e inconscia. Il resto scopritelo leggendolo…
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lunedì 19 novembre 2007

TdH Super Hero!



Qualche post fa vi avevo proposto il Super Hero invitando a d attendere un pò per svelare cosa si celasse dietro questo simpatico personaggio di carta. L'iniziativa è targata Terre des Hommes per lanciare una interessante iniziativa: quella del super regalo tramite il relativo sito. Come dice Paolo Ferrara di Terre des hommes italia "I SuperRegali sono regali utili, per davvero. Sono ciò che ogni giorno, con i nostri progetti, i nostri operatori portano a migliaia di bambini e alle loro comunità in tutto il mondo ...................Grazie alla nostra piattaforma di shopping on line, i regali virtuali sono più concreti che mai: quaderni, banchi di scuola, libri, servizi igienici, corsi di formazione per insegnanti, computer, pasti, visite mediche, kit di irrigazione, animali da fattoria... Li abbiamo chiamati SuperRegali perché sono destinati a bambini costretti a vivere in condizioni critiche (povertà, fame, siccità conflitti armati, disastri naturali,ecc.), che molti di noi non riuscirebbero a sopportare: dei SuperBambini, insomma". E pare che questa sia solo una delle varie iniziative che TdH andrà a realizzare....Parola di Dr_Who!

"a SuperHero piace andare in giro senza farsi pagare. Ma ogni tanto fa qualche eccezione. Se conoscete qualche azienda che vuole personalizzare il SuperHero con il suo logo sul mantello (disponibile in tre colori) lui è disponibilissimo. Chiede solo una piccola donazione che ci aiuterà a finanziare i progetti di Terre des hommes in Perù, Costa D'Avorio e Zimbabwe. Maggiori informazioni le trovate qui: http://www.superegali.org//?main_page=aziende"


il video è uo Spoof (copia) del viral video Dove Onslaught
credits:
Creative Director: Daniele Montemale
Video Director: Gaetano Crivaro
Toy Graphic Design: big chief Design
Seeding: Daniele Montemale
Site design: cartaematita
Released: November 2007

Il break è diventato una piaga sociale!

"meno ozio, più divertimento, se ci si muove qualcosa succede!". Bello stile di vita ed anche bel claim che l'agenzia internazionale StrawberryFrog ha messo a punto per i nuovi snack Pavesi.
Adesso, il Gruppo Anti-break incoraggia i suoi sostenitori lanciando "The Anti-break Challenge", un contest che mette in gioco giovani creativi e super-dinamici chiamati a confrontarsi con la realizzazione di un video.
Per concorrere all'assegnazione dei premi (un viaggio intorno al mondo e la possibilità di vedere i propri video in onda su MTV)bisogna riprendere un divertente e dinamico “attacco” ad un amico colto a godersi un momento di relax. I video, realizzati dagli utenti, dovranno poi essere caricati sul sito www.freelers.com, dove una giuria tecnica selezionerà i video più “anti-break” che, alla fine del concorso, si aggiudicheranno i premi. Una campagna in perfetto stile user generated che forse nasconde, dietro un messaggio apparentemente anacronistico, un intento perfettamente in linea con i tempi; quello, tutto postmoderno, di porsi in maniera critica nei confronti della velocità e di riflettere sul bisogno di lentezza.
Ringrazio Giovanna di Viralbeat per la segnalazione.
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Il party è sul web


Una volta, il giorno dopo un invito a cena o a una festa, si usava telefonare alla padrona di casa per ringrziare. Oggi, nell'era di internet, inviti e commenti finiscono sul web. Almeno questa è l'idea di Microsoft, che vuole attaccare i social network come MySpace e Facebbok, ampliandoi servizi del suo portale Windows Live. Con il sito Eventi si offre la possibilità di manadre ai propri amici inviti per cene o party. Una volta finita la festa, l'ospite potrà creare una pagina web sulla quale potranno essere pubblicate foto ed altro materiale multimediale. (via L'Easpresso 22/11/2007)

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venerdì 16 novembre 2007

Waiting for Super Hero


Fundraising, Viralavatar, Clyde and Dr_Who....waiting for Super Hero....






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giovedì 15 novembre 2007

Join the Conversation: unisciti alla conversazione

Più che un invito, l’unica alternativa per i brand che vogliono sopravvivere. Joseph Jaffe, guru dell’engage marketing, spiega perché nel suo nuovo libro. Ed è già dibattito. Entro il 2012 gli investimenti nei sociali media e nel conversational marketing sorpasseranno quelli del marketing tradizionale. Lo svela uno studio realizzato dall’istituto di ricerca Twi Surveys per conto della Society for New Communication Research e promosso dal guru dell’engage marketing Joseph Jaffe, che ha raccolto questo e altri risultati nel suo nuovo libro ‘Join the Conversation’. Edito da John Wiley & Sons e appena uscito negli Stati Uniti, ha già sollevato un acceso dibattito. Sotto analisi il cambiamento dei consumatori e come le aziende debbano adeguarsi per riuscire non solo a dialogare con loro ma anche a gestire la conversazione in modo profittevole. Per avvalorare le sue teorie, Jaffe ha fatto sondare le conoscenze dei pr e dei marketing manager in fatto di social media e conversational marketing e verificato la propensione ad includere queste leve nelle prossime strategie e iniziative di comunicazione. 260 le risposte pervenute tramite un sondaggio online. E se, in fatto di utilizzo di social media, siamo ancora agli albori, stando alle dichiarazioni la situazione dovrebbe decisamente cambiare nei prossimi cinque anni. Il 70% degli intervistati ha infatti risposto che oggi dedica il 2,5% o meno del proprio budget di comunicazione al conversational marketing, ma i due terzi del campione si dichiara convinto ad incrementare l’investimento nei prossimi dodici mesi. Con il 57% che prevede il sorpasso sul marketing tradizionale da qui a cinque anni e il 23,8% che invece rimarrà stabile nello splittamento degli investimenti. Ma quali sono le ‘paure’ degli spenders che hanno finora rallentato il nuovo corso? Innanzitutto i freni posti da chi all’interno delle company comanda (51,1%), la paura di perdere il controllo (46,9%) e anche la ‘cultura’ dell’azienda in generale (43,5%). “Questi risultati indicano che è in atto una sorta di cauta sperimentazione”, commenta Jen McClure, executive director della Society for New Communication Research. “Sembra che la maggior parte delle imprese si stiano preparando a un cambiamento significativo in fatto di allocamento delle risorse destinate alla comunicazione”. “Tutto ciò ci suggerisce che nei prossimi anni non solo assisteremo a una massiccia ricollocazione dei budget, ma anche a radicali trasformazioni culturali e strategiche in fatto di marketing”, aggiunge Jaffe, “per mantenere i brand sempre vivi e presenti nella conversazione, i marketer devono essere proattivi e non rifiutare ciò che è nuovo, anzi apririsi alla sperimentazione”. (via)
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mercoledì 14 novembre 2007

Social network e dintorni

Leggendo il blog di Clyde trovo questa divertentissima gag di Corrado Guzzanti che come dice appunto Clyde "...Video vecchio ma più che mai attuale e calzante…Guzzanti anticipava il Web 2.0 e i social network in tempi non sospetti. Molto meglio di mille parole. Mai prendersi troppo sul serio,..."


Flickr raggiunge quota due miliardi



E' questa la duemiliardesima foto inserita su Flickr . E' stata scattata nel quartiere cinese di Sydney da Yukesmooks, nickname dietro cui si cela una ragazza di Brisbane di origini giapponesi. Flickr non è solo una vetrina. E’ una comunità, rispecchia lo spirito dei tempi digitali, mette in contatto i suoi utenti, creando associazioni emotive, culturali e mentali condotte sul filo del proprio gusto estetico e visivo. E’ uno dei tanti paradisi “social” che fanno da traino all’Internet di ultima generazione. Da due anni proprietà di Yahoo, non è il solo dedicato alla fotografia e non lo sarà in futuro: proprio in questi giorni si parla di un progetto concorrenziale in fase di elaborazione per conto di Microsoft. Altri ne nasceranno, probabilmente sempre più integrati ai facebook, agli youtube, ai blog. Due miliardi sono tanti, ma sono solo l'inizio (di Luca Castelli via)

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martedì 13 novembre 2007

Photocity e il web 2.0

Nell’era del web2.0 in cui l’UGC impazza, c’è ancora chi interpreta il 2.0 in modo più umano e diretto. Tempo fa vi parlai di Carne al fuoco: sub brand di AIA nata semplicemente da un attento ascolto del cliente. Sulla stessa strada c’è Photocity, azienda con sede a Napoli, specializzata nella stampa on line di fotografie. Fin qui nulla di nuovo. La novità che scopro, essendo un loro cliente, è che una volta evaso l’ordine di stampa, nella pagina di gestione del traking ordine appare un semplice pulsante con su scritto Feedbak. Fantastico. Un feedback non generico, ma mirato sul quel singolo ordine. Geniale? Si. Semplice?. Si. Vediamo l’uso che ne faranno. Un ottimo esempio di ascolto e, in parte, di WnRM.
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Vodafone Recycling Tour

Se da mesi ti ripeti, o ti senti ripetere, che quel vecchio telefonino conservato nel cassetto prima o poi tornerà utile, sarai felice di sapere che può diventarlo davvero: ogni cellulare inutilizzato, infatti, può essere in parte o completamente riutilizzato o riciclato. Buttare il vecchio cellulare nel posto sbagliato, invece, è come disperderlo nell'ambiente. E disperdere oggetti elettronici e tecnologici nell'ambiente contribuisce all'inquinamento del pianeta. Ma tutti desideriamo un mondo più sano, pulito, vivibile. Così, per contribuire alla tutela e al rispetto della natura e del territorio, da anni Vodafone è impegnata in un progetto di riuso e il riciclo dei cellulari obsoleti, delle batterie esaurite e degli accessori inutilizzati. Nel mese di Novembre, Vodafone arriva con un ‘Recycling tour’ nelle piazze di alcune grandi città (tra cui Bologna, Firenze, Salerno, Bari) per premiare immediatamente chi consegna il proprio cellulare inutilizzato. Per ogni telefono consegnato si riceve una ricarica da 4 euro. Se poi si consegnano 3 telefoni si partecipa anche all’estrazione di una smart fortwo cdi, l’auto con il consumo più ridotto del mercato, 3,3 litri per 100 chilometri, e con emissioni di CO2 di soli 88 grammi per km. Per saperne di più

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lunedì 12 novembre 2007

La fine della pubblicità così come la conosciamo


Riporto l'intero post pubblicato da Mauro Lupi sul nuovo scenario relativo alla pubblicità:
“I prossimi 5 anni porteranno un numero di cambiamenti nell'industria della pubblicità maggiori rispetto a quelli avvenuti nei precedenti 50”. Inizia così il report della ricerca The end of advertising as we know it realizzato da IBM Institute for Business Value (via Marco Palombi).
Si tratta di una ricerca basata su interviste fatte a 2400 consumatori ed a 80 advertising executive di tutto il mondo, che non fa che confermare i trend e le indicazioni che emergono ormai prepotenti in ogni occasione. Alcuni spunti presi dall'executive summary:
I consumatori avranno sempre più controllo in quello che vedono e su come interagiscono con la pubblicità, sapendola filtrare in un ambiente che diventa multi-canale.
Dilettanti e semi-professionisti stanno creando contenuti pubblicitari a basso costo, trend che continuerà anche per via dei modelli di revenue sharing (es. YouTube, Crackle, Current TV).
Due terzi dei professionisti della pubblicità intervistati, ritengono che il 20% dei ricavi in advertising passerà entro tre anni dal modello impression-based al modello impact-based.
Quattro i possibili scenari (vedi figura) individuati da IBM, dove le variabili principali riguarderanno la propensione dei consumatori a controllare il marketing e la composizione dell'offerta (inventory) pubblicitaria.
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Un approccio Multicanale

Trasformo in post il commento che ho lasciato su Onemarketing relativamente alla Multicanalità. Ciao Stefano,molto interessante il tuo post sulla "Multicanalità". Ritengo giuste le domande che ti poni sul comportamento d'acquisto del cliente in particolar modo sul come il cliente si muove prima di effettuare un acquisto. Concordo con quanto affermi riguardo un approccio multicanale che deve avere la caratteristica del "crossing". Un aspetto che certamente va considerato in ambito di multicanalità, aggiungo, è una elasticità allargata: la differente predisposizione all'acquisto che i singoli canali generano, la differente distribuzione della spesa che i clienti sono disposti ad affidare ai singoli canali. Ritengo che un approccio di tale tipo vada affrontato considerando queste due elasticità.
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sabato 10 novembre 2007

IAB 2007: Behavioral tergeting secondo Damian Voltes

Behavioral targeting


Uno studio realizzato dalla Jupiter Research ha dimostrato che i consumatori on line rispondono meglio ai messaggi pubblicitari che definiscono il target su base comportamentale (behavioral targeting) rispetto alle pubblicità basate sul targeting contestuale (contextual targeting).
In particolare secondo questo studio l’approccio comportamentale, in alcune categorie di prodotti, raggiunge risultati del 22% superiori alla pubblicità semplicemente basate sul contesto. Inoltre le pubblicità che usano il targeting comportamentale riescono ad ottenere l’attenzione del consumatore almeno il 10% in più nelle 14 categorie di prodotti più discussi on line, tra i quali i prodotti finanziari, l’elettronica di consumo, i prodotti farmaceutici e la moda.La maggiore efficacia del targeting comportamentale non deve sorprendere, in quanto rispetto al tradizionale targeting contestuale cerca di comprendere meglio l’utente. Infatti, sfruttando la misurabilità dei contatti on line, il behavioral targeting raccoglie grandi quantità di informazioni sugli utenti (le pagine visitate, il tempo speso su ciascuna pagina, le keyword usate per raggiungerla, i click effettuati, l’orario di connessione etc.), ad esempio grazie agli ad-server. Per l’analisi delle grandi quantità di dati raccolti sono diventate indispensabile le tecniche di web mining. Da tutte le informazioni raccolte si ricostruisce un profilo ampio e dettagliato degli utenti, cercando di risalire alle loro abitudini, interessi e scopi durante la navigazione, in modo da poter rispondere meglio e più velocemente alle loro richieste.La pubblicità on line viene proposta agli utenti in base a quanto si riesce a ricostruire del loro “stile di navigazione” e non semplicemente in base al contesto, cioè in base al sito in cui stanno navigando. Ad esempio se una pubblicità contestuale inserisce il banner di un hotel nel sito di un’agenzia di viaggi, la behavioral targeting, riconoscendo che un utente è interessato ai viaggi, permette di inserire lo stesso banner di un albergo anche in un sito dedicato alla finanza o alla musica.Nel Pamphlet IAB 2007 Pino Morra, Business Development Manager di 24/7 Real Media, analizza il behavioral targeting, descrivendono prospettive e punti deboli (qui si può leggere il Pamphlet in slide). (via)
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Behavioral: cos'è e a cosa serve


Posto integralmente la news via
Pare che uno degli elementi che hanno spinto all'acquisizione di Double Click da parte di Google sia stato il sistema Behavioral Targeting, la targetizzazione pubblicitaria basata sul comportamento, sviluppato dalla concessionaria online.
Il timore che Google grazie a questo sistema possa sapere un po' troppe cose su di noi utenti è iniziato a serpeggiare in rete. E' utile quindi che si faccia un po' di chiarezza sulla storia e sulle finalià di questo sistema che sta facendo così tanto parlare la rete. Il Behavioral Targeting è un concetto (e una tecnologia) che ha qualche anno (convertito in tempi web è in giro da un'eternità) ed è stato sviluppato da concessionarie di pubblicità online e da editori come strumento per poter capire, tramite i percorsi di navigazione degli utenti, quale contenuto/pubblicità mostrare. In pubblicità è visto come lo strumento per trovare il Sacro Graal: "la pubblicità giusta al momento giusto alla persona giusta".
Internet ha la particolarità di essere un media dove tutto è tracciabile (a differenza degli altri media pubblicitari) e quindi, hanno detto i primi che hanno pensato a sistemi di pianificazione pubblicitaria specifici per l'online, sarebbe interessante se potessimo conoscere le abitudini di navigazione per poterne trarre decisioni per il targeting.
Il passo successivo è stato sviluppare una piattaforma che tramite cookie (che identifica univocamente il computer/utente) possa tracciare la navigazione di un utente (ogni pagina del sito/network dovrà essere stata mappata in modo che il sistema capisca quali argomenti ha navigato) e che usi queste informazioni per scegliere quale comunicazione mostrare.
Questo sistema diventa più facile da capire con qualche esempio:
Il percorso di acquisto di un'auto è un processo che i car maker cercano di influenzare da sempre. Non essendoci un percorso tipico, le case automobilistiche lavorano per attirare verso di se i potenziali clienti massimizzando la notorietà. Siccome è un percorso accompagnato con una richiesta informativa superiore alla media e che queste ricerche vengono fatte per lo più online, con un sistema come questo si potrebbero identificare molto in fretta gli utenti che hanno intenzione di cambiare l'auto dal cambiamento di navigazione. Più navigazione = maggiore interesse. Un fabbricante di auto potrebbe quindi indirizzare a quel determinato utente un'offerta vantaggiosa che potrebbe spostare l'equilibrio a proprio favore.
Un altro esempio di target difficile da individuare con i mezzi classici sono i neo genitori. Le differenze di navigazione possono aiutare a stimare il periodo del parto e tutto il resto del percorso è in discesa (da un punto di vista pubblicitario).
Fino ad ora nessuno, nemmeno il gigante Double Click, era riuscito ad avere abbastanza informazioni sul conto degli utenti che navigano e abbastanza cervelli che facciano progredire l'intelligenza del sistema da far temere il peggio. Ma con Google, sostiene qualcuno, forse le cose sono cambiate…

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venerdì 9 novembre 2007

IL BENE non convenzionale


Si è tenuta lunedì 29 ottobre all’Ospedale Bellaria di Bologna l’inaugurazione de IL BENE, il nuovo centro per la diagnosi e cura delle malattie neurologiche rare e neuroimmuni. Come contriuire a realizzare una forte e diffusa notorietà de IL BENE (acronimo di Bellaria Neuroscienza)? Semplice, in modo Unconventionalm! attraverso il coinvolgimento diretto e l’invito a comportamenti attivi della popolazione residente, con un gimmick ispirato al modello dei messaggi da bacheca. Le istruzioni sul retro del flyer invitano le persone a: ritagliare tutte le linguette del fronte, in modo tale da lasciarne una sola con il numero di telefono del Centro e ad affiggerlo nei punti più visibili della città. Il messaggio recita: - Le chiamano malattie rare -. Tali malattie affliggono più di 60.000 persone all’anno e se tutte le linguette sono strappate, poi tanto “rare” non sono!
A completare la comunicazione, verso la fine di novembre, è prevista anche la pianificazione della campagna pubblicitaria su mezzi di affissione e stampa. L'iniziativa è curata da Touché, l’agenzia bolognese guidata da Luca d’Alesio, che si è occupata dello studio del marchio e delle azioni di guerrilla marketing mirate sul territorio bolognese. Un bell'esempio si Media mix.
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mercoledì 7 novembre 2007

Twitter: non space based (2)



sarò fuori per alcuni giorni, che si trascineranno dietro anche il week-end. Affido a Twitter l'essere presente in modo Unconventionalm no space based.

Venerdì 9 novembre: rientro on line e riporto Twitter in blogroll laterale

martedì 6 novembre 2007

Advertising e Social network



NEW YORK Con gli investitori che scommettono sempre di più sul futuro dei social network, alcuni delle più importanti aziende del settore si apprestano a svelare nel corso della settimana nuovi metodi per adattare la pubblicità ai nuovi media. MySpace, il più grosso social network della Rete, ha diffuso oggi i dettagli del suo nuovo piano per raggiungere i suoi 110 milioni di utenti in tutto il mondo tramite un nuovo sistema chiamato HyperTargeting. Anche Facebook, il principale rivale di MySpace, dovrebbe rendere nota entro domani la sua strategia per fornire messaggi pubblicitari all'interno delle pagine personali dei suoi più di 48 milioni di utenti. Il sistema adottato da MySpace si baserà sulla suddivisione degli utenti in 10 grandi categorie, come musica, viaggi o sport, che verranno a loro volta suddivise in altre 10 sottocategorie. L'idea è quella di tracciare un profilo sempre più preciso dell'utente e comprenderne i gusti e gli orientamenti. Secondo i dirigenti del social network statunitense ci sarebbero nel mondo dalle 5 alle 10 milioni di aziende interessare alla pubblicità su uno dei fenomeni maggiormente in ascesa della Rete. (via)
Vedremo come andrà anche la commercializzazione dei social. Personalmente ritengo che si snaturi un pò la filosofia di fondo che sottende un social network. Per quel che vale, se fossi proprietario di una piattaforma social, l'advertising su di esso la gestirei in maniera indiretta. Punto di partenza la knowledge ed il suo mining. Punto di arrivo: la commercializzazione della conoscenza in maniera non invasiva: una sorta di enorme panel da mettere a disposizione delle aziende per migliorare/sviluppare nuovi prodotti. Vedremo come il tutto verrà declinato.
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lunedì 5 novembre 2007

La Multicanalità e lo scaffale


Andrea Boaretto, uno degli autori di Marketing reloaded, mi invita al convegno sulla Multicanalità che si terrà il prossimo 15 novembre al Politecnico di Milano.
Molti gli argomenti tra cui - come si evince dall'incipit dell'invito - il 1° teorema della multicanalità: i clienti multicanale sono adolescenti che scaricano le suonerie sul cellulare.

Liberati dai pregiudizi:il cliente multicanale in Italia esiste!Ti interessa scoprire chi sono i clienti multicanale, quantisono e come acquistano? Lo sapremo a valle del convegno!
Dr_Who

domenica 4 novembre 2007

Terre des hommes e il marketing da ritagliare


A cosa servirà questo toy da ritagliare creato da Terre des Hommes italia? Lo scopriremo presto. Per il momento divertitevi a ritagliare il pupazzo per vederne le fattezze.
Il resto? Si vedrà....
Dr_Who