sabato 10 novembre 2007

Behavioral: cos'è e a cosa serve


Posto integralmente la news via
Pare che uno degli elementi che hanno spinto all'acquisizione di Double Click da parte di Google sia stato il sistema Behavioral Targeting, la targetizzazione pubblicitaria basata sul comportamento, sviluppato dalla concessionaria online.
Il timore che Google grazie a questo sistema possa sapere un po' troppe cose su di noi utenti è iniziato a serpeggiare in rete. E' utile quindi che si faccia un po' di chiarezza sulla storia e sulle finalià di questo sistema che sta facendo così tanto parlare la rete. Il Behavioral Targeting è un concetto (e una tecnologia) che ha qualche anno (convertito in tempi web è in giro da un'eternità) ed è stato sviluppato da concessionarie di pubblicità online e da editori come strumento per poter capire, tramite i percorsi di navigazione degli utenti, quale contenuto/pubblicità mostrare. In pubblicità è visto come lo strumento per trovare il Sacro Graal: "la pubblicità giusta al momento giusto alla persona giusta".
Internet ha la particolarità di essere un media dove tutto è tracciabile (a differenza degli altri media pubblicitari) e quindi, hanno detto i primi che hanno pensato a sistemi di pianificazione pubblicitaria specifici per l'online, sarebbe interessante se potessimo conoscere le abitudini di navigazione per poterne trarre decisioni per il targeting.
Il passo successivo è stato sviluppare una piattaforma che tramite cookie (che identifica univocamente il computer/utente) possa tracciare la navigazione di un utente (ogni pagina del sito/network dovrà essere stata mappata in modo che il sistema capisca quali argomenti ha navigato) e che usi queste informazioni per scegliere quale comunicazione mostrare.
Questo sistema diventa più facile da capire con qualche esempio:
Il percorso di acquisto di un'auto è un processo che i car maker cercano di influenzare da sempre. Non essendoci un percorso tipico, le case automobilistiche lavorano per attirare verso di se i potenziali clienti massimizzando la notorietà. Siccome è un percorso accompagnato con una richiesta informativa superiore alla media e che queste ricerche vengono fatte per lo più online, con un sistema come questo si potrebbero identificare molto in fretta gli utenti che hanno intenzione di cambiare l'auto dal cambiamento di navigazione. Più navigazione = maggiore interesse. Un fabbricante di auto potrebbe quindi indirizzare a quel determinato utente un'offerta vantaggiosa che potrebbe spostare l'equilibrio a proprio favore.
Un altro esempio di target difficile da individuare con i mezzi classici sono i neo genitori. Le differenze di navigazione possono aiutare a stimare il periodo del parto e tutto il resto del percorso è in discesa (da un punto di vista pubblicitario).
Fino ad ora nessuno, nemmeno il gigante Double Click, era riuscito ad avere abbastanza informazioni sul conto degli utenti che navigano e abbastanza cervelli che facciano progredire l'intelligenza del sistema da far temere il peggio. Ma con Google, sostiene qualcuno, forse le cose sono cambiate…

Dr_Who

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