lunedì 3 dicembre 2007

Oratorio 2.0

Già ne avevo parlato il 25 settembre. La Chiesa italiana parla glocal, un glocal ancora un po’ bambino, ma già molto efficace. Il mondo ecclesiale della Penisola sta transitando dai mass media ai community media. «La rivoluzione della Chiesa che parla “glocal” si fonda sulle innovazioni tecnologiche», spiega don Franco Lever, decano della facoltà di Scienze della comunicazione sociale presso la Pontificia Università Salesiana, teorico e studioso del nuovo fenomeno. In effetti, grazie ai bassi costi delle strumentazioni impiegate e alla qualità che può essere raggiunta, molti lavori «autoprodotti» dalle realtà territoriali della Chiesa vengono trasmesse persino su satellite. Ma la novità consiste nella comprensione delle straordinarie potenzialità offerte dal canale di distribuzione. Ormai si entra nel web, ci si collega al sito della parrocchia e si vede il girato che una piccolissima videocamera vi trasferisce in tempo reale. Da alcuni anni, due parrocchie romane, San Frumenzio e Santa Maria della Speranza, raccontano in video la realtà parrocchiale, analizzando l'attività liturgica, la catechesi, l'assistenza ai malati, per documentare come questi momenti di vita siano collegati tra loro. E ancora una volta, come sempre accade con il cristianesimo, dalla chiesa al quartiere il passo è breve. Don Lever: «con la chiesa-glocal, è il vicino che ridiventa enormemente interessante perché il my-media, a differenza dei mass media, non inganna, restituisce capacità di dialogo alla riflessione. La gente ha uno specchio dove guardarsi, gratis e senza manipolazioni o deformazioni. Annota don Lever: «E non c'è nulla che renda critico lo spettatore o il radioascoltatore quanto diventare operatore. il tempo della nuova evangelizzazione? ( Tks Di Giacomo - Galeazzi via)
Come diceva Gaber in un suo monologo "...la Chiesa, sempre attenta agli strani sconvolgimenti del tempo,..."
Dr_Who

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