venerdì 25 gennaio 2008

Tendenze: il tatuaggio da party


Bernard Cova nel suo libro Marketing Tribale, ci illustra come questa sia l’era della post-modernità caratterizzato da un ritorno premoderno dell’umanità che cerca continuamente ancoraggi a legami “arcaici”. E’ in quest’ottica che a NY si sta manifestando una tendenza molto interessante: il tatuaggio da Party (via) . Un tatuaggio usa e getta: dura una sera. Pezzi unici che, dopo qualche ora, al massimo qualche giorno, scompaiono. Sono l'ultima tendenza della gioventù alla moda americana (ma non solo, perché sta prendendo piede pure tra i giocatori professionisti di football, che, orgogliosi, mostravano gli avambracci fintamente tatuati durante le partite dei playoff per il Superbowl), a cui il New York Times ha dedicato un ampio servizio. Da non confondersi con con i disegnini all'henné che si fanno d'estate sulla spiaggia, tanto meno con i tatuaggi per bambini che si comprano in edicola. Ma neppure con l'arte del body painting, il dipingere sul corpo umano. Con quest’approccio il tatuaggio è diventato un accessorio come le scarpe, la borsetta, gli orecchini o le extension per i capelli. Non più per sempre, magari pentendosene dopo qualche tempo. Bensì, si fa e si cambia in base al tipo di serata, all'abito, all'umore. Che sia l'inizio di una nuova Tribe?
Dr_Who

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