lunedì 31 marzo 2008

Google Video: ambient marketing

Google è sulla buona strada per far conoscere la sua platform Google video. Come cantava Vasco "basta poco" ... per attirare l'attenzione. Ed i prospect sembrano apprezzare! (via)



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IAB Forum 2008 a Roma

Il 7 Maggio prossimo si svolgerà l'edizione romana di IAB Forum, ormai diventato il più importante evento a proprosito di internet nel nostro paese. Programma e location saranno pubblici a breve. Comunque il format sarà simile a quello milanese, concentrato in un giorno. Quindi mattina con convegno (intro, keynote e tavola rotonda), pomeriggio di workshop e area espositiva in parallelo. Ingresso gratuito previa iscrizione online. (via)
Personalmente ho già provveduto alla pre-iscrizione on line.

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Nasce il Crazy Marketing Network

Lo avevo già detto che il 2008 sarebbe stato l'anno del "fare". Ecco a voi il primo progetto: Crazy Marketing Network il primo network italiano di blogger che si occupano di comunicazione, marketing non convenzionale. Fondato da Leonardo De Nardis, Alex Badalic (aka AAACopywriter), Claudio Vaccaro (aka Clyde) e Camillo Di Tullio (aka Dr_Who) è cresciuto tanto in 6 mesi, contando circa 50 blog che trattano temi quali guerrilla marketing, social media marketing, buzz e viral maketing, word-of-mouth e tutto quello che rende il Marketing più Crazy e creativo che mai. Ora è online il sito Crazy-Marketing.it, che raccoglie tutti i contributi dei suoi Autori e dal web con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento italiano per il Marketing 2.0. Gustatevi il primo di una serie di video che ci mostreranno con ironia le differenze tra Marketing tradizionale e Marketing Non Convenzionale




Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio

domenica 30 marzo 2008

Alixir incontra i Blogger. Chiaro sul Nero Barilla?

Avevo già parlato del temporary Store di Alixir. Tono a parlarne in quanto ieri 29 marzo sono stato invitato a partecipare ad una serata dedicata ai blogger, appunto presso il Temporary Alixir. Tema Alixir. Assieme a Luca Conti, Mauro Lupi, Lele Dainesi, Gabriele Paolillo, Marco Palazzo e Stefano Massimino, Mafe de Baggis, Simone Sbarbati e Ethel Margutti, Roberta Collina con Alex Giordano e Mirko Pallera e molti altri, ho trascorso una serata divisa in due parti. La prima ha visto lo staff Barilla responsabile del lancio di Alixir al completo: dal direttore marketing Eugenio Perrier, al Marketing Manager Emanuela Rovere, Pietro De Albertis product developer manager, fino a William Murray Hamm responsabile del pack. La domanda è: perché incontrare i blogger? Semplice: la nuova linea di prodotti Barilla ha creato tanto buzz - positivo e negativo – tanto che Eugenio Perrier ha voluto incontrare quota parte di chi il buzz (positivo e negativo) lo ha generato, per comprendere soprattutto quali fossero le cause di quello negativo. Al di là della condivisione delle dinamiche di produzione di prodotti a marchio Alixir (che personalmente reputo ben posizionate e di ausilio all’interno delle proprie abitudini di consumo) e dei controlli e protocolli sanitari che li supportano, la cosa che ho notato è l’atteggiamento 2.0 da parte del marketing di Barilla (nessuno escluso): presentarsi di persona per accreditare il proprio prodotto è innanzitutto un atto di umiltà, un atto di rispetto delle “voci dal basso”, e poi un forte segnale di apertura verso una nuova relationship. Personalmente ritengo che il management del brand Alixir, abbia tutte le potenzialità per portare il brand al successo, sia per l’accuratezza del prodotto, sia soprattutto per questo atteggiamento di apertura al confronto. Durante la conferenza, alla domanda sul perché Alixir non metta su un corporate blog per dialogare con i propri clienti, il direttore marketing ha risposto “ semplicemente perché non lo sappiamo fare”. Eugenio, ne sei proprio sicuro? Rifletti sulla serata, vedrai che troverai la risposta. La seconda parte della serata? Guardate le foto qui sotto postate su Pix-Yu!



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venerdì 28 marzo 2008

Interactive bar: iBar

Accadeva già a New York nel mese di gennaio: l’apertura di un interactive wine bar - all’interno del ristorante Adur – allestito con tecnologia Potion Design. Si replica oggi in UK con un iBar dotato di “banconi” intelligenti che interagiscono a seconda dei movimenti e della pressione esercitata su di essi. Non solo: possono essere scelti temi cromatici e grafici che si animano all’occorrenza. Nel caso dell’iBar se viene servita una bevanda naturale, al momento di versare il drink sul bancone appariranno fiori e, se lo si desidera, il frutto con cui è stato realizzato il drink. Diciamo che la tecnologia aiuta molto nel realizzare sistemi di engagement, ma il suggerimento che mi sento di dare è di non lasciare la tecnologia a sé stante, altrimenti – al di là dell’impatto – a lungo andare può non essere più così interessante.




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Fiat flagship store a Londra

Ecco un bell'esempio di interpretazione retail in ambito automotive: Fiat ha aperto a Londra il flagship dedicato alla propria 500. " The space is split over two floors. The first floor is the showroom with a handful of vehicles, a whole lot of shag pile carpet and a gift shop to boot. Here you can purchase pretty much anything for the Fiat enthusiast from cufflinks to handbags to miniature models that open up to become USB sticks. Yep, Team Fiat has thought of everything. Downstairs is a more minimalist white multi function space designed for corporate meetings, fashion shows and art and design exhibitions. This space currently features the 'Fiat Workpop 500' exhibition where prototypes of Fiat accessories that have been designed by 22 young product designers are on display. The public can vote for its favorites, and in a Survivor like contest, the winner's product will go into mass production and eventually on general sale. Where will you be able to purchase these you may be asking? In the gift shop of course. By Brendan McKnight (via)

Pasqua a Torino: cosa accade?

Che ci fa un uovo gigante in pieno centro a Torino?
Pare che il mistero verrà svelato il 1° aprile.
Di che si tratta? Qui anche le foto.

mercoledì 26 marzo 2008

Lovemarks trend

Da ieri sono membro della Community di Lovemarks. Un modo di Essere Brand seguendo definiti approcci. Durante la pausa pasquale ho letteralmente divorato il libro "The Lovemarks effect", ed al mio ritorno on line mi sono subito iscritto. Dalla community riporto alcuni dati sui main "trend" avuti dai Lovemarks poll:

martedì 25 marzo 2008

Alfa Top Driving Experience 2008

Qualche settimana fa ricevo per posta un mailing particolare da parte di Alfa Romeo. Apro e all'interno vi è un PASS VIP per me. Per attivarlo invio un SMS ad un umero dedicato e dopo quanche giono mi contatta Alfa Romeo per avere una esperienza in pista presso il circuito ISAM con Alfa Brera, Alfa 159 e Alfa GT Q2 assieme ai piloti della scuola internazionale di guida sicura di Andrea de Adamich. Che dire di più? Nell'automotive le meccaniche di experience possono sembrare facilitate...vi saprò dire. Una riaffermazione del Lovemarks

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venerdì 21 marzo 2008

Brand in hand

Eggvertising, un tipo di comunicazione non convenzionale che chi frequenta il blog già conosce. Fenomeno nato negli States dove il consumo delle uova è molto elevato, azioni di questo tipo garantiscono il cosiddetto “Brand in hand”. La CBS l’ha utilizzato qualche tempo fa per lanciare la fortunata serie televisiva CSI facendone parlare anche il NYTimes. Nell’augurarvi una Buona Pasqua vi propongo la creatività di lato, che Wilkinson ha utilizzato per il proprio Wilkinson Quattro Titanium.
“Brand in hand”.
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giovedì 20 marzo 2008

I Marketing Manager sono troppo vecchi

Skypando con Maurizio Goetz, mi invita a leggere il suo ultimo post.

Guardate il video e capirete perchè tempo fa sostenevo l'idea che i marketing manager debbano avere al massimo 18 anni :)





Online Videos by Veoh.com

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mercoledì 19 marzo 2008

Il labirinto

Trovate la strada giusta e fatemi sapere. Opera originale di Andre Jordan.

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martedì 18 marzo 2008

StickersLab Punto


Continua l'approccio UGC che Fiat ha intrapreso già per il lancio della nuova 500. Continua con un contest creativo mirato a riposizionare la Punto. Fiat si rivolge a tutti i ragazzi [e non], ai creativi di tutto il web invitandoli a personlaizzarla. Come? Tutto sul sito StickersLab.FiatPunto. L'action script è chiaro: "Noi ti diamo la Punto. Tu firmala. Personalizzala con un disegno, un'idea una immagine". Vedremo cosa ne uscirà. Certo è che Fiat sta cercando di presidiare quei mondi che - per certi versi - oggi non gli sono propri, ma apprezzo lo sforzo nel cercare di ridare quello spirito che le fu proprio negli anni del boom. In bcca al lupo! Vedremo come andrà!

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lunedì 17 marzo 2008

Lo spirito social


Prendo spunto dal commento di Andrea Boaretto al mio post sul futuro dei Social. Andrea ha saputo cogliere l’umus che sta dentro i social network e giustamente lo battezza "lo spirito social". Laddove il terreno di relationship trova nuovi modi e novi mondi per esprimersi, è necessario ripensare le logiche che le misurano. Fatti salvi gli elementi di volume [quante persone sono registrate su un social, piuttosto che quante persone iscritte partecipano attivamente al social], è necessario rivisitare il modo di approcciare le metriche arrichendole del grado di inter-partecip-azione. Questo nuovo termine (coniato all'istante e il cui valore lascia il tempo che trova) ha dentro di sè - secondo me - tutti gli elementi per poter ponderare la potenza di un social. Ponderare, certo, per capire la “Potenza” di un determinato ambito di relationship. Vediamo come: Inter-: al di là del casuale richiamo calcistico, l’inter richiama subito ad un feedback a più vie (non necessariamente solo 2…); partecip-: richiama ad un atto partecipativo di primo livello, cioè a quante discussioni attivo; -azione: richiama il grado partecipativo di secondo livello, più profondo, alle discussioni a cui partecipo. Possono uscire cose che vale la pena osservare…

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Social Network: una visione sul futuro


Paolo Pontoniere su L’espresso ci regala una interessante intervista con Chris De Wolfe, founder e Ceo di MySpace, nella quale si fa il punto sul “fenomeno” dei social network.Molti sono gli elementi che vengono fuori. Uno tra tutti il fatto che frequentare i social non è una moda, un fenomeno passeggero, ma sta diventando il mezzo più comune per rapportarsi con gli altri, per ascoltare musica e lavorare. Quest’ultimo aspetto pare sia il più “innovativo”. Personalmente non mi sorprende: frequento con una certa sistematicità Linkedin, Facebook, che utilizzo appunto per lavoro ponendo “questions” per quei temi sui quali necessito di un orientamento e di punti di vista differenti. Il risultato? Funziona! C’è uno spirito partecipativo attivo, ed il plus che noto è la “criticità” ed obiettività delle risposte: un feedback prezioso per chi vuole essere aperto a nuovi punti di vista. Ritengo che lo spirito dei social e del loro utilizzo, sia destinato a rafforzarsi nel tempo: la generazione di internet sta crescendo, e si porterà appresso new habitus che faranno evolvere il social. Ci sarà una transizione non solo generazionale, ma anche di scopi [come afferma Chris De Wolfe]. Un processo di crecita inevitabile.
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domenica 16 marzo 2008

Il problema dei Social Network

Leggo l'ultimo post di Clyde che riporta una news di Repubblica sui Social network. In sintesi, il Social networking è MALE. Mi associo al commento di Kawakumi nello spezzare una lancia nei confronti del Social Networking, e nel cercare di chiarire alcuni aspetti. Per farlo voglio riportare alcuni stralci dell'intervento di Montemagno all'ultimo IAB forum, che sintetizzano un pò gli approcci che normalmente la classe politica e i media hanno nei confronti dell'innovazione. Relativamente ad internet, questi sono gli elementi che Montemagno riporta, analizzando il fenomeno con gli occhi del luogo comune:
Pericoloso
[Rete bisogna stare attenti a navigare, è un luogo che non ci dà certezze]
E' un pò coem nel 1800 quando fu inventata la ferrovia " è pericolosa perché mette in conttato con persone estrane"
Difficile
[Se sei in grado di gestire algoritmi complessi e linguaggi di programmazione puoi farlo altrimenti no]
Pornografia
[Internet is 4 porn]
Deviazione
[In internet ci sono persone strane, bisogna stare attenti, personaggi che non ti aspetti]
Inaffidabile
[La rete è inaffidabile non sai mai cosa ti accade, i server cadono, la struttura è fragile]
Isolamento
[Se uso internet diventi un "alieno", ti ailieni e ti isoli da tutto, ci si è fatta una idea sbagliata della popolazione che lo frequenta, che poi siamo tutti noi]
Un pò come nel 1600 quando fu inventato il libro, fu bandito perchè leggendo ci si isolava...
Virtuale
[È un posto che non esiste, non c’è, non ha contatto con la vita reale]
Sui Social media, stiamo commettendo lo stesso errore: non conoscendo il fenomeno lo si demonizza.
Vi lascio all'intervento completo di Montemagno che meglio di tutti riesce a inquadrare il fenomeno.



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venerdì 14 marzo 2008

Azienda vs Consumatore

Via Alex Mari, vi propongo questa simpatica sit.
La domada è: come andrà a finire? Noi del Crazy Marketing Network abbiamo le idee chiare. Waiting 4....


Video: Bring the Love Back - Italian style

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Engagement questo sconosciuto?


In termini di significato qui trovate varie interpretazioni. In termini di declinazione, per me, vale Confucio, ma la domanda è: come realizzarlo nella realtà? In rete è possibile reperire vari esempi, in video un esempio è qui, piuttosto che qui l’ultima campagna contro l’abuso di alcool. Ma quali sono gli elementi che è necessario tenere a mente? Provo a buttarne giù alcuni, molto semplici (corregetemi se mi sbaglio).

WHAT: cosa voglio comunicare? Importante definire il focus d’interesse

WHERE: la location fisica o virtuale deve essere deputata a circostanziare un definito coinvolgimento. Contrariamente a quello che si può pensare, l’engagement va “ingabbiato” per renderlo meno sfuggente. La location, quindi, deve essere l’arena all’interno della quale una experience si declina

THROUGHT: identificare i leverage operativi da utilizzare. In maniera molto ampia utilizzo il termine Tecnologia: tutto quanto abbiamo a disposizione per rendere tangibili i concept di prodotto. La tecnologia diversamente intesa va utilizzata per stimolare i sensi (Vista, Tatto, Udito, Gusto) e garantire quella sensazione di avvolgimento, di winding.

HOW: la meccanica. Come coinvolgo? E’ la consecutio temporum che i singoli leverage operativi devono avere per proiettare il prospect verso “un’altra dimensione”

NEIGHBORHOOD: Avvicinamento: far “toccare” il prodotto per non renderlo troppo distante. E se iL rodotto non c’è? Se esiste solo un servizio? Location tecnologia e meccanica assumono un ruolo ancora più importante.
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martedì 11 marzo 2008

Attenti a quei due .... Crazy



Chi sono? Cosa stanno facendo? Ma soprattutto dove lo stanno facendo? Prossimamente su tutti i blog del Crazy Marketing Network
Intanto potete gustarvi le altre foto qui sotto in slide o direttamente su Pix-Yu!!








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Oltre il corporate blog

Quando si parla di internet la maggior parte delle aziende lo interpreta inserendo il web all’interno di un approccio multicanale. Bene. Non tanto, penso. In un’ottica multicanale si rischia di relegale il web ad una mera funzione di vendita, di touch point fine a se stesso. Non è così. Il web consente ambiti di manovra che vanno oltre la semplice “vendita”. Offre ambiti di relationship che vale la pena assecondare. Ad oggi sono poche le aziende che interpretano il web con un approccio di questo tipo. Alcuni esempi ce li mostra Maurizio Goetz sul suo blog: La società farmaceutica Eli Lilly è una di queste: ha creato una community sul web che ha chiamato Innocentive che ha attirato circa 7.000 ricercatori che hanno lavorato con la società per risolvere problemi chimici in cambio di bonus in denaro. Ma non è la sola La Texas Instrument ha creato un progetto on line per dialogare con oltre 30.000 insegnanti di scuola superiore per lo sviluppo delle calcolatrici T1-92 e coinvolgendo i consumatori nell’intero progetto di design, ha fatto in modo che il prodotto rispondesse ai bisogni del mercato e ha creato nei clienti potenziali futuri un senso di appartenenza ed una maggiore fidelizzazione. Il primo passo che le aziende dovrebbero compiere è quello di ripensare il modo di interagire con il proprio cliente: il web consente non solo di entrare in contatto, ma di interagire in maniera molto attiva con il proprio pubblico. Il secondo passo è basare la relationship che si vuole sviluppare facendo una attenta “analisi del valore” che si vuole generare: valore inteso non in termini economici, ma di Conoscenza reciproca con il Cliente. E’ questo il vero Valore che nel tempo si trasformerà anche in valore economico. Il web ha la potenzialità intrinseca di ridare all’azienda l’ambito partecipativo sociale, che deve essere assecondato in quanto l’azienda è essa stessa parte di un ambiente sociale che continuamente la stimola. Non si tratta di creare comunità in modo fittizio o comunque forzato, ma di attivarle in modo naturale, creando diversi livelli di inter-azione e integrazione. Carne al fuoco ne è un bell’esempio.
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lunedì 10 marzo 2008

Il futuro del guerrilla marketing

Il futuro del guerrilla marketing? Una domanda alla quale Dr_Who non poteva sottrarsi. Sul numero 5 di Subvertising la sua personale visione. Buona lettura e, fatemi sapere cosa ne pensate!

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domenica 9 marzo 2008

Camerino con vista per un engagement particolare

"Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò". E' con questa frase di Confucio che mi piace tradurre il termine engagement. Coinvolgere, condividere, connettere; è molto difficile tradurre con un solo verbo il significato di “Engage”. Con questo termine si vuole riscoprire la natura sociale dell’uomo, per il quale è una primaria necessità coinvolgere ed essere coinvolti, cioè stabilire rapporti per condividere esperienze. Oggi più che mail i marketer devono avere la capacità di sviluppare prodotti che abbiano in DNA votato all’engagement e siano posizionati in in ottica di engagement. Ciò richiede un ulteriore sforzo concettuale da parte dei marketrs nel comprendere l’evoluzione del consumatore, non più passivo e disinformato ma partecipativo e connesso. La rete offre delle buone opportunità per contribuire a posizionare un prodotto in questi termini. Un bell’esempio lo abbiamo da KnickerPicker azienda di intimo che si è spinta un oltre, usando delle vere modelle che possono essere pilotate dal web. Il risultato è assolutamente efficace dal punto di vista della presentazione dei prodotti e del coinvolgimento dell’utente. (via)
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Subvertise!

Da Fables sul suo Bloguerrilla ritrovo l'interessante fenomeno del cultural Jamming. Il network di riferimento è AdBusters Rovesciano i significati delle immagini più diffuse, utilizzando un linguaggio proprio della controinformazione. Utilizzano spesso i loro messaggi per parodiare e deturpare drasticamente i cartelloni pubblicitari e non solo. I cultural jammers partono dal presupposto che tutti hanno il diritto di comunicare e utilizzano queste forme per rispondere a messaggi che non hanno mai chiesto di vedere, ma che puntualmente vengono mostrati. Anche il guerrilla marketing prende spesso esempio dagli strumenti improntati nel cultural jamming.



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mercoledì 5 marzo 2008

Non convenzionale può essere sinomino di "innovazione"?

Pop AwardSempre in contatto con il tuo mondo, questo è quello che penso e su cui ho basato questo post. Il perchè è presto detto. A Milano dal 12 al 14 Marzo 2008 c'è il Promotion Expo come molti ben sanno, e in concomitanza si svolgono anche i Pop Award 2008: "Premio dei materiali pop e delle nuove tecnologie per la comunicazione sul punto di vendita".

L'ambito premio valorizza la creatività e la funzionalità dei materiali espositivi e di comunicazione sul punto di vendita, ma il fattore interessante sta nel fatto che verranno elette anche le migliori soluzioni tecnologicamente avanzate, presentate dagli operatori del digital in-store.
Ormai siamo tutti d'accordo sul fatto che la comunicazione deve cambiare e per essere sempre più efficaci bisogna anche iniziare ad essere più concreti. Il visual può essere innovativo e cercando nell'innovazione un punto di forza può orientarsi sul non convenzionale.
Questi i campi di azione del Pop Award 2008:
Durevoli (banner, corner, display, isole, totem)
Non durevoli (banner, corner, display, isole, totem)
Digital In-Store (chioschi interattivi, sistemi olfattivi, di cartellonistica digitale ecc.)


Tenete d'occhio il visual.

lunedì 3 marzo 2008

Hydro viral: train extreme

Dal blog di Daniele scopro una interessante campagana virale di Hydro: una azienda norvegese che si occupa di Energia rinnovabile e di recycling. Il video presenta tutti gli elementi di viralità, primo tra tutti l'outstanding story. Sarà un teaser?



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Su FoodTube le tue ricette in video



Seguendo il modello di YouTube, tutti gli appassionati dei fornelli avranno finalmente il loro spazio in rete: FoodTube. Su questo portale è possibile imparare a cucinare visionando le videoricette. Molte le sezioni su cui navigare: segnalo quella della cucina vegetariana. Una volta appresi i rudimenti, chiunque può inserire le proprie video ricette. Basta avere una web cam, un microfono e le casseruole giuste! Che dire? Buon appetito! (tks Francesca Tarassi L’Espresso)
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domenica 2 marzo 2008

Lettera aperta a Bruno Vespa

Su Quinta's weblog una bellissima lettera inviata a Bruno Vespa. Qui l'intero testo.

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