martedì 11 marzo 2008

Oltre il corporate blog

Quando si parla di internet la maggior parte delle aziende lo interpreta inserendo il web all’interno di un approccio multicanale. Bene. Non tanto, penso. In un’ottica multicanale si rischia di relegale il web ad una mera funzione di vendita, di touch point fine a se stesso. Non è così. Il web consente ambiti di manovra che vanno oltre la semplice “vendita”. Offre ambiti di relationship che vale la pena assecondare. Ad oggi sono poche le aziende che interpretano il web con un approccio di questo tipo. Alcuni esempi ce li mostra Maurizio Goetz sul suo blog: La società farmaceutica Eli Lilly è una di queste: ha creato una community sul web che ha chiamato Innocentive che ha attirato circa 7.000 ricercatori che hanno lavorato con la società per risolvere problemi chimici in cambio di bonus in denaro. Ma non è la sola La Texas Instrument ha creato un progetto on line per dialogare con oltre 30.000 insegnanti di scuola superiore per lo sviluppo delle calcolatrici T1-92 e coinvolgendo i consumatori nell’intero progetto di design, ha fatto in modo che il prodotto rispondesse ai bisogni del mercato e ha creato nei clienti potenziali futuri un senso di appartenenza ed una maggiore fidelizzazione. Il primo passo che le aziende dovrebbero compiere è quello di ripensare il modo di interagire con il proprio cliente: il web consente non solo di entrare in contatto, ma di interagire in maniera molto attiva con il proprio pubblico. Il secondo passo è basare la relationship che si vuole sviluppare facendo una attenta “analisi del valore” che si vuole generare: valore inteso non in termini economici, ma di Conoscenza reciproca con il Cliente. E’ questo il vero Valore che nel tempo si trasformerà anche in valore economico. Il web ha la potenzialità intrinseca di ridare all’azienda l’ambito partecipativo sociale, che deve essere assecondato in quanto l’azienda è essa stessa parte di un ambiente sociale che continuamente la stimola. Non si tratta di creare comunità in modo fittizio o comunque forzato, ma di attivarle in modo naturale, creando diversi livelli di inter-azione e integrazione. Carne al fuoco ne è un bell’esempio.
Dr_Who

3 commenti:

Andrea@Marketing Reloaded ha detto...

Hai colto nel segno.
L'equazione Internet = canale di vendita in ottica multicanale, spero diventi presto un lontano ricordo e una barzelletta.
Le aziende si stanno risvegliando, anche se molte non pensano ad un rapporto di dialogo costruttivo con i clienti ma costruiscono communities utilizzando come metrica di successo il puro numero di iscritti.
Ti saprò dire a fine anno qual è il quadro italiano.

Dr_Who ha detto...

Grazie mille Andrea!

Baldo ha detto...

Il coinvolgere (parloa tua e di Confucio :) è la direzione giusta: che poi sia nella messa a punto del prodotto (la fragranza del sapone) o nel marketing (lo spot) poco importa. Finchè la comunità mostra entusiasmo in questo processo, le aziende hanno trovato il modo di dialogare con le persone. Vera novità per il b2c che non ha inventato nulla dai tentativi dei talloncini da spedire "dacci la tua opinione", e passo in avanti per il b2b, che lo ha sempre fatto di persona, e quindi dalogando solo (o quasi) con i clienti più importanti.
E magari ci ritroviamo le nuove calcolatrici con lo spazio apposito per i bigliettini :)